ReceMix #2

   
  • OSOSHIKI/THE FUNERAL:
    Secondo film di Itami Juzo che vedo e secondo colpo di fulmine (inizio a preoccuparmi!). Però, come non lodare un film che riesce a coinvolgerti raccontandoti, in maniera quasi documentaristica, un funerale? Dalla morte del “protagonista suo malgrado” alla conclusione dell’evento funebre, passando per numerose peripezie tragicomiche che ben ritraggono la società giapponese. Uno sguardo irriverente su cosa si nasconde dietro una formalità, ai nostri occhi, quasi eccessiva. Interpretato da quelli che diventeranno gli attori feticci del cinema del regista giapponese (sì perché, questo, è l’esordio dietro la mdp per l’allora 50enne Itami), Ososhiki dà il via ad una lunga serie di impietose radiografie della società giapponese che l’autore di Tampopo e A Taxi Woman realizzerà negli anni successivi e che lo porterà anche a scontrarsi ferocemente con alcuni esponenti della yakuza. Meravigliosi alcuni “tocchi registici” come la carrellata a livello tatami sui piedi doloranti dei nostri protagonisti (ormai non più abituati alla tradizionale postura da cerimonia giapponese) o la più che esplicita metafora fallica nella scena in montaggio parallelo fra la moglie in altalena e il marito che si infratta con l’amante nei boschetti sottostanti. Ora devo solo decidere quale sarà il prossimo Itami da vedere: consigli?
     
  •  VERO COME LA FINZIONE/Stranger Than Fiction:
    Beccato quasi per caso su Iris ieri sera, ecco un gioiellino da non perdere assolutamente. Pur leggendo in rete commenti non sempre lusinghieri su questo film di Marc Forster e pur non essendo opera di un regista particolarmente innovativo o visionario, a me è piaciuto tantissimo. Un’idea di partenza a dir poco geniale (un’agente delle tasse, interpretato da Will Ferrell, incomincia a sentire una voce narrante che racconta la sua storia e che lo fa uscire pazzo… scoprirà di essere il protagonista dell’ultimo romanzo di una scrittrice in crisi e che l’epilogo non è dei migliori), un proseguio della storia ben calibrato e credibile, degli attori in parte (Emma Thompson giustamente sopra le righe, Dustin Hoffman in gran spolvero, Maggie Gyllenhaal più che sexy che mai) e una regia convenzionale ma perfettamente funzionale alla sceneggiatura dell’esordiente Zach Helm (giustamente premiata col National Board of Review Award 2006). Mi ha ricordato un po’ le opere di Charlie Kaufman e un po’ Wonder Boys (altro film da recuperare, le cui atmosfere e certi snodi narrativi hanno più di una cosa in comune con Stranger than Fiction).
  • HABEMUS PAPAM:
    L’ultimo Moretti ci parla di solitudine e di inadeguatezza, ci parla delle difficoltà a rapportarsi con gli altri e a gestire responsabilità e obblighi sociali. Insomma, parla di noi, della nostra società, del nostro Paese… e lo fa col solito mix ironico/drammatico a cui siamo abituati soprattutto negli ultimi anni. Ciò che colpisce è la maturità raggiunta dall’autore (a cui bastano ormai poche inquadrature per definire un’emozione) e il livello di profondità che riescono a trasmettere gli occhi e le espressioni del “Papa” Michel Piccoli, specie nel suo peregrinare serale fra le vie di Roma. E’ un Papa fra la gente. Un Papa che sembra assimilare le inquietudini e le incertezze del mondo reale (quello fuori dal palazzo). Un Papa umano e vulnerabile. Troppo vulnerabile. Tanto che si dovrà ricorrere alla psicanalisi per capirne le cause e cercare di trovare una cura. Mentre Moretti gioca (letteralmente) con le gerarchie ecclesiastiche (le scene in interni ambientate in Vaticano rasentano la parodia anche se, giustamente, non la raggiungono mai), un uomo cerca sé stesso (e lo fa partendo dalle sue passioni giovanili, come il teatro) nella speranza di poter essere veramente adatto a ricoprire un ruolo così importante e prestigioso.Lo scoprirà solo vivendo.
  • SUMMER WARS:
    Visto in tv (!), in prima serata (!!), su Rai 4. L’ultimo lavoro di Hosoda Mamoru, già autore di quell’ottimo film che è “La ragazza che saltava nel tempo“, riesce miracolosamente a unire in unico calderone spettacolare ed intelligente due situazioni che sembrerebbero agli antipodi: la vita rurale (scandita dai ritmi delle stagioni) di una stramba famiglia riunita per il compleanno della nonna e il mondo di Internet, della Rete, degli hacker, degli avatar, della tecnologia digitale più innovativa. Fondali foto-realistici, caratterizzazioni e dialoghi convincenti, una certa dose di umorismo tipicamente nipponico e un non-banale sottotesto su come la tecnologia può diventare pericolosa se autonoma e non controllata dall’uomo (certi precisi riferimenti fanno pensare proprio al nucleare, mesi prima del terremoto). Perde un filo di verosimiglianza nel concentrare “buoni” e “cattivi” (che poi si redimono) nello stesso luogo (una famiglia matriarcale composta da nostalgici del passato, esperti di arti marziali, hikikomori, hacker buoni e hacker cattivi, campioni di baseball, ecc…) ma è un mezzo passo falso più che accettabile per un film d’animazione adulto (seppur godibilissimo anche per i più piccoli) e sicuramente riuscito. 
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2 pensieri su “ReceMix #2

  1. -Vero come la finzione è molto carino, mi ha piacevolmente sorpreso. Un film che deve molto a Pirandello. Ho qualche dubbio sulla storia d’amore che sembra inserita a forza.

    -Habemus Papam è un film di cui si potrebbe discutere ore. A me è piaciuto però ammetto che non è il miglior Moretti, ma resta sempre un film di un grandissimo autore.

  2. mi mancano ancora tutti e 4.
    comunque non so se hai parlato solo dei film che ti sono piaciuti, ma hai visto solo pellicole valide.
    io ultimamente sto vedendo (quasi) solo robe che non mi piacciono… devo smetterla di farmi del male 😀

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