Twenty-four eyes

Affrontare criticamente un film come Twenty-four eyes non è facile. Ci si confronta con opere che hanno segnato la storia (se non sempre del cinema, almeno della cultura del paese d’origine) e con autori che nel loro paese sono autentici mostri sacri. Insomma, è come dire che 2001 odissea nello spazio è lento da far paura (ma io non l’ho mai detto, eh! ^_^).

Twenty-four eyes racconta una storia semplice. La vita di una maestrina giapponese, dal primo giorno d’insegnamento presso una piccola e sperduta scuola nell’isola di Shōdoshima fino al ritorno nella stessa scuola molti anni dopo. In mezzo molti avvenimenti, dai più banali ai più tragici (ad esempio la guerra, che cambierà la vita di molti). E a fare da filo conduttore i suoi 12 alunni (che moltiplicato 2 fanno 24 occhi), bambini curiosi all’inizio, giovani genitori alla fine.

Vi sono numerosi spunti interessanti nel film di Kinoshita Keisuke (la modernità vs la tradizione, il patriottismo, la morte, il destino, la povertà, la censura). La bellezza semplice e pulita di Hideko Takamime e la simpatia che sprigionano i bambini protagonisti fanno il resto.

Purtroppo però tutto questo si disperde a causa di un’eccessiva lunghezza (2 ore e 30 sono decisamente troppe) e di una regia forse troppo schematica e ripetitiva. Guardando il film ti rendi conto dell’importanza della storia e dei temi trattati ma non ti appassioni, fai fatica a farti coinvolgere completamente (nonostante le numerose scene melodrammatiche, condite di pianti e disgrazie). E ad un certo punto soffri di una specie di “saturazione da sfighe” che ti porta irrimediabilmente a guardare l’orologio.

Le fin troppo presenti scene di canto, inoltre, se all’inizio donano alla narrazione una certa freschezza (la prima parte è decisamente la migliore, quella che risente meno dei difetti che di lì a poco inizieranno a manifestarsi) contribuiscono poi a rallentarne ulteriormente il ritmo.

Un film da vedere più che altro per documentarsi sulla vita del giappone rurale di quegli anni. Di Kinoshita (di cui non avevo ancora visto nulla) recupererò presto qualche altra opera. Si accettano consigli!

Annunci

2 pensieri su “Twenty-four eyes

  1. ciao cineddoche, quanto tempo!
    kinoshita era negli anni 50 il regista di punta della shochiku ofuna che sfornava per lo più melodrammoni per famiglie. 24 occhi è il suo più famoso, mentre i suoi titoli da recuperare sono: narayama bushiko (da cui poi il remake di imamura che vinse a cannes) e nihon no higeki. gli altri sono difficili da reperire e non sono mai riuscito a vederli

    1. grazie, li recupererò appena riesco! Sto cercando di tornare piano piano a scrivere sul blog con regolarità (ma è un periodo incasinatissimo….uff). ciao, c

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...