su_Throw Down

I play Sugata Sanshiro, you play Higaki“. Basterebbe questa frase, pronunciata più volte nell’arco dei 95 minuti del film dal figlio ritardato del Maestro Cheng, per capire da chi Johnnie To prende spunto e chi desidera omaggiare con questa sua opera che parla di judo ma non solo: Akira Kurosawa (che iniziò la sua carriera registica, nel 1943, proprio con il film “Sugata Sanshiro“).

Ma come spesso accade quando c’è di mezzo To e la Milkyway Image, il film esce immediatamente dai confini di genere e viene proiettato attraverso una contaminazione che comprende il noir, il melodramma e la storia d’amicizia casuale fra persone in deficit di emozioni, di sentimenti, di coraggio e di voglia di vivere.

La storia è presto detta: tre personaggi, dalle vite irrisolte e con notevoli problemi sul groppone, si incontrano casualmente (o quasi) e provano a cambiare in meglio la loro vita. Ma senza farlo consapevolmente. I loro desideri sono altri. Per Mona (Cherrie Ying), mandata via di casa, è trovare un lavoro di cantante nel locale di Sze-To. Per Tony (Aaron Kwok) è migliorarsi ossessionatamente nella pratica del judo  sfidando qualsiasi persona gli si pari di fronte (ma il suo obiettivo è Sze-To).

Per Sze-To (Louis Koo), ex campione di judo perennemente annebbiato dall’alcol, invece è solo questione di sopravvivenza. Ma l’arrivo inaspettato degli altri due darà pure a lui la carica per riprendere in mano la propria vita.

La caratterizzazione dei tre protagonisti è particolarmente azzeccata e concorre, assieme all’ottima fotografia e alla regia sempre in grado di sfornare una manciata di scene madri che resteranno negli annali del cinema per molto tempo (vedi la fuga notturna dal casinò con i soldi che svolazzano per le strade di HK, la concitata scena di dialogo nel locale che si trasforma in un enorme rissa a suon di judo, la poetica e simbolica parentesi del palloncino rosso incastrato sull’albero), alla riuscita di questo piccolo indefinibile capolavoro del 2004.

Una storia all’apparenza stramba ma in realtà profonda e toccante, realizzata da Johnnie To con grande cura… nonché un potente omaggio all’arte marziale giapponese fondata da Jigoro Kano.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...