su_University of Laughs

No, non è un blog dedicato al cinema giapponese. Potrebbe sembrarlo, visti gli ultimi argomenti trattati.

In realtà è solo colpa del caso, del destino, che  ancora una volta mi porta ad incrociare, pochi giorni dopo la visione di Kamikaze Taxi, un altro film nipponico. E ad interpretarlo (guarda caso) troviamo l’onnipresente Yakusho Koji.

Questa volta però non si tratta di una piacevole ri-visione bensì di un film lasciato decantare a lungo (forse troppo) e ieri, a causa di un contrattempo legato ad un altro film (sì, sempre giappo…), recuperato in extremis per salvare la serata.

“Warai no daigaku” (questo il titolo originale) è davvero sorprendente. Io solitamente non amo i film dal sapore e dallo stile troppo “teatrale”. Della serie, il cinema è cinema  e il teatro è teatro. Possiamo confondere, mischiare, far interagire i due livelli espressivi ma con moderazione.

Poi però vi sono le eccezioni: La parola ai giurati di Sidney Lumet, Mishima di Paul Schrader, Festa di compleanno per il caro amico Harold di W.Friedkin. E University of Laughs di Hoshi Mamoru (scritto da Koki Mitani).

La storia è presto detta. Nel Giappone anni ’40, in pieno periodo bellico, qualsiasi opera (teatrale-cinematografica-letteraria) veniva sottoposta preventivamente ad attenti e scrupolosi controlli al fine di eliminare qualsiasi riferimento sconveniente o anche solo lontanamente inopportuno. Insomma, le famigerate maglie della censura.

Tsubaki Hajime (interpretato dallo SMAP Goro Inagaki), giovane sceneggiatore/regista della compagnia teatrale “Warai no daigaku”, dovrà confrontarsi quotidianamente con il nuovo censore Sakisaka Mutsuo (Yakusho Koji) al fine di far accettare il suo script e poterlo così portare in scena. Ci riuscirà?

Due attori, una stanza. Questo è quanto appare sullo schermo per il 90% delle due ore di durata. E, salvo qualche lungaggine tipica del cinema asiatico tutto, il film funziona ed è uno spasso. La regia è totalmente funzionale allo script millimetrico di Koki Mitani (autore di celebri film corali come Welcome back, Mr. McDonald – The Uchoten Hotel – The Magic Hour) e gli attori reggono da soli l’intero impianto narrativo con notevole impegno e risultati eccellenti.

Un’opera divertente e istruttiva, consigliatissima e da vedere tutta d’un fiato.

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