Kaneto Shindo (1912-2012)

100 anni. Un eccezionale traguardo che Kaneto Shindo (scomparso ieri) aveva appena raggiunto.

Negli anni 60 conobbe il successo con alcuni capolavori di particolare intensità: L’isola nuda, Onibaba, Kuroneko… giusto per citare i più noti.

L’ultimo suo film, Postcard, è targato 2010 (!) ed era stato selezionato dal suo Paese per la corsa all’oscar come miglior film straniero.

Un altro importante tassello della storia del cinema nipponico che se ne va.

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Christine

L’altra sera Rai Movie ha riproposto “Christine, la macchina infernale” di John Carpenter. Dopo parecchi anni mi sono quindi messo alla visione di questo piccolo horror-movie tanto bistrattato all’epoca e fra i meno amati di Carpenter.

Tratto dall’omonimo romanzo di King, Christine è invecchiato molto bene e trasmette, senza fare mai sfoggio di scene splatter (che ci potevano anche stare, vista la trama), quella insana atmosfera tipica del cinema carpenteriano migliore.

Certo, dopo averci regalato capolavori come Fuga da New York e La Cosa, si capisce perché questo Christine sia considerato un passo indietro nella filmografia del regista. Ma non per questo è un film da dimenticare. Tutt’altro.

La storia ci riporta più o meno ai luoghi (anche se sono apparentemente ambientati in Stati diversi) e all’epoca di Halloween, tanto che a volte ti viene voglia di guardarti in giro e vedere se a peggiorare la situazione dei protagonisti arriva pure Michael Myers.

Arnie Cunningham, intelligente ma bruttino e sfigato, decide per la prima volta nella sua vita di smettere di fare il bravo ragazzo e di acquistare di getto e senza pensarci la sua prima macchina. Non può certo sapere che questa sua “prima volta” sarà anche l’ultima. Christine, questo il nome della Plymouth Fury del ’58, non è un’autovettura qualsiasi. E’ posseduta da entità malefiche che sconvolgeranno la vita di Arnie e dei suoi amici.  Finale sospeso e ironico, marchio di fabbrica di quasi tutto il cinema carpenteriano.

Fra le scene più riuscite, sicuramente da menzionare l’auto-riparazione di Christine, dopo l’incursione selvaggia dei teppistelli compagni di scuola di Arnie, che l’ha semi-distrutta. Un saggio di cinema allo stato puro: OK, SHOW ME