Woody Allen docet

“Il sesso senza amore è un’esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è una delle migliori.”

“Ero solito portare una pallottola nel taschino, all’altezza del cuore. Un giorno un tizio mi tirò addosso una Bibbia, ma la pallottola mi salvò la vita.”

“I guai sono come i fogli di carta igienica: ne prendi uno, ne vengono dieci.”

“Non ho paura di morire. È solo che non vorrei essere li quando questo succede.”

Oggi sono più conosciuto, faccio cilecca con donne più belle.”

“Il mio primo film era così brutto, che in sette stati americani aveva sostituito la pena di morte.”

“Sono sempre ossessionato dal pensiero della morte: v’è una vita nell’aldilà? E se c’è, mi potranno cambiare un biglietto da cinquanta?”

“Non credo in una vita ultraterrena; comunque porto sempre con me la biancheria di ricambio.”

“Il mio dottore dice che facendo le scale a piedi si guadagnano minuti di vita. Rampa dopo rampa ho guadagnato due settimane, durante le quali pioverà sempre.”

“Il sesso è la cosa più divertente che ho fatto senza ridere.”

“Due settimane fa sono stato coinvolto in un buon esempio di contraccezione orale. Ho chiesto ad una ragazza di venire a letto con me e lei mi ha detto di no.”

“Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l’imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile.”

“Sono contrario ai rapporti sessuali prima del matrimonio: fanno arrivare tardi alla cerimonia.”

“Recentemente ho letto la Bibbia. Non male, ma il personaggio principale è poco credibile.”

 

Annunci

la parola a_David Lynch

Una specie di manifesto per il cinema di questo autore così eccentrico e così amato dal pubblico cinefilo.

“Mi piace che vi sia qualcosa di scuro nell’inquadratura. Se tutto è completamente illuminato e si può vedere ogni cosa, allora non c’è mistero. Non credo che un film scuro debba essere per forza deprimente. Un film può essere luminoso e pieno di colori, e ciò nonostante deprimerti fino alla morte.

[David Lynch – regista]
davidlynch_162102b

la parola a_Jean Renoir

Mi sento sempre più attratto verso questo genere di storie: storie deboli da lasciarmi libero di divertirmi a fare del cinema….So che il cinema consiste nell’inscrivere dei movimenti. Mi basta il gesto di una ragazza che si aggiusta i capelli o il respiro di una bella donna che dorme nuda nel letto, o un gatto che si stira.

“Bisogna sempre lasciare una porta aperta sul set… perché è attraverso quella che l’inatteso arriverà.

[Jean Renoir – regista e sceneggiatore]

la parola a_John Huston

Secondo me il film perfetto è come se si svolgesse dietro i nostri occhi e fosse proiettato dagli occhi stessi, così che vedremmo quello che abbiamo voglia di vedere. Il cinema è come il pensiero. Di tutte le arti è quella che gli si avvicina di più. Guarda quella lampada dall’altra parte della stanza. Adesso guarda di nuovo me. Guarda ancora la lampada. Adesso torna a guardare me. Hai visto cosa hai fatto? Hai battuto gli occhi. Quelli sono stacchi. Dopo il primo sguardo, lo sai che non c’è ragione di fare una panoramica continua da me alla lampada perché sai già cosa c’è in mezzo. La tua mente taglia la scena. Prima guardi la lampada. Stacco. Poi guardi me.

[John Huston – regista]

la parola a_Stanley Kubrick

La cosa migliore, in un film, è quando le immagini e la musica creano l’effetto. La lingua, quando è utilizzata, deve certo essere più intelligente e immaginosa che può…ma mi interesserebbe molto fare un film senza parole. Si potrebbe immaginare un film dove immagini e musica fossero utilizzate in modo poetico o musicale, dove si avesse una serie di enunciati visivi impliciti piuttosto che delle esplicite dichiarazioni verbali. Nessuno ha mai fatto un film importante dove questi aspetti unici dell’arte cinematografica siano il solo mezzo di comunicazione.

Eppure, le scene più forti, quelle di cui ci si ricorda, non sono mai scene in cui delle persone si parlano, ma quasi sempre scene di musica ed immagini.

[Stanley Kubrick – regista]
kubrick

 

la parola a_Sergio Leone

“Il cinema dev’essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Poi, dietro a questo spettacolo, si può suggerire tutto quello che si vuole: attualità, politica, critica sociale, ideologia. Ma bisogna farlo senza imporre, senza prevaricare, senza obbligare la gente a subire.

E’ molto più onesto lavorare così, che non pretendere di dire la verità a tutti i costi. E’ proprio quando si crede di dire la verità (e quindi di rappresentare oggettivamente la realtà) che si dicono le più grandi bugie.”

[Sergio Leone – regista]

[fonte immagine: filmreference.com]