book_THE ART OF EMOTION

1988: le sale cinematografiche giapponesi sono prese d’assalto… un film d’animazione,Tonari no Totoro (il mio vicino Totoro) diretto dal regista Miyazaki Hayao, sta riscuotendo un enorme successo di pubblico. Un’opera gioiosa, un inno all’immaginazione, alla fantasia, alla vita. Non tutti sanno però che, esattamente nello stesso periodo, usciva nelle sale un altro film d’animazione… per di più prodotto dallo stesso studio e distribuito proprio come fosse il lato B di un disco in vinile. Da un lato Totoro, dall’altro Hotaru no haka (successivamente uscito pure in Italia col titolo “Una tomba per le lucciole“).

Autore di quella pellicola era Takahata Isao, un nome già noto in Giappone (al pari del suo socio-collega Miyazaki, col qule fondò nel 1985 lo Studio Ghibli) per aver ideato e/o partecipato alla realizzazione di alcune delle più importanti e famose serie tv animate: da Lupin IIIMarco, da Heidi ad Anna dai capelli rossi.

Per chi fosse interessato a saperne di più, ecco il primo testo approfondito in italiano ed uno dei più completi a livello internazionale, che “ripercorre l’entusiasmante carriera di un uomo innamorato di arte e letteratura che decise di avventurarsi nel mondo del cinema per riscoprire il valore della realtà e della poesia ma in animazione“. THE ART OF EMOTION – il cinema d’animazione di Isao Takahata (a cura di Mario A. Rumor – edito da Cartoon Club/Guaraldi) dà voce alla passione artistica dell’autore, pedina il suo percorso ed analizza tutte le opere televisive e cinematografiche (da ricordare, oltre a Hotaru no haka, il bellissimo Omohide poro poro) realizzate dagli esordi fino ad oggi.

Insomma, una lettura obbligata per tutti gli amanti dell’animazione, del cinema e per chiunque (specie i 30enni cresciuti a pane & cartoni animati) voglia fare un tuffo nel passato.

PS: l’ultimo film di Takahata è datato 1999 (il divertentissimo Tonari no Yamada-kun). E con questo film si conclude il libro. Però, recenti notizie danno il Maestro finalmente di nuovo al lavoro con un’opera decisamente impegnativa: portare sullo schermo il Taketori monogatari. Aspettiamo il suo ritorno con immensa gioia!

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METAMORFOSI del cinema giapponese

metamorfosiIn un mondo tecnologico e multimediale come il nostro, il cinema viene sempre più spesso fruito per mezzo del computer. Tutto (o quasi) è ormai immediatamente visibile e commentabile. Una volta essere appassionati di cinema non commerciale o comunque non “made in Usa” non era facile.

Personalmente, il cinema orientale (nelle sue svariate sfaccettature) mi ha sempre affascinato. E recuperare titoli giapponesi, hongkonghesi o coreani era il mio cruccio. Ora, film che solo 10-15 anni fa bisognava fare arzigogolate ricerche prima di poterli recuperare (e vedere) attraverso una sbiadita vhs con sottotitoli in inglese che escono per metà dall’inquadratura, sono disponibili nel tempo di un download o di un caricamento streaming.

Seguendo questo inevitabile processo, Maria Roberta Novielli (docente di cinema e letteratura giapponese all’Università Ca’ Foscari di Venezia e già autrice di uno dei capisaldi della saggistica cinefila dell”estremo oriente, e cioè l’imprescindibile Storia del cinema giapponese) ha deciso di pubblicare online il proprio nuovo lavoro. Una scelta sicuramente al passo con i tempi ma ugualmente coraggiosa, vista la situazione non proprio rosea del mondo editoriale italiano.

Trattasi di METAMORFOSI – Schegge di violenza nel nuovo cinema giapponese <— da questo link è possibile scaricare gratuitamente il pdf del libro scritto dalla Novielli con prefazione di Tsukamoto Shinya.

Per gli amanti delle edizioni cartacee, il libro è uscito anche in maniera “tradizionale”, edito dalla Epika Edizioni.

Una lettura consigliata per chi desidera approfondire alcuni temi legati alla diffusione di certo cinema giapponese in Occidente (anche qui in Italia) e per chi vuole avere uno sguardo critico sulle opere di alcuni dei maggiori (e controversi) autori giapponesi contemporanei, da Miike TakashiKurosawa Kiyoshi, da Tsukamoto ShinyaNakata HideoSion Sono.

Buona lettura!