#Midnight Special

In pieno hype da Star Wars, ecco che un altro film fantascientifico (seppur diametralmente opposto, per budget e idea cinematografica) attira prepotentemente la mia attenzione.
Sembra un po’ Carpenter, un po’ Cronenberg, un po’ Shyamalan.
E’ il nuovo film del regista di Take Shelter, Jeff Nichols.
Con Michael Shannon, Kirsten Dunst, Adam Driver e Sam Shepard.

Ecco il trailer:

 

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Il ritorno di WKW

C’era una volta un regista cinese, Wong Kar-wai, che ebbe a dire: “sto lavorando ad un film di arti marziali legato alla figura di Ip Man”. Originale scelta, pensai. Tutti parlano e sparlano di Bruce Lee ma quasi nessuno ha mai realizzato un film legato alla figura del suo maestro, colui che ha reso popolare lo stile Wing Chun. Questo accadde alcuni anni fa.

Peccato non aver calcolato i tempi matusalemmici di Wong Kar-wai. Perfezionista assoluto nonché “collega” di altri registi colpiti dalla sindrome della lentezza produttiva, penso a Kubrick ma anche al Malick dei tempi migliori (quello cioè prima dell’arrivo di Pocahontas).

Nel frattempo però qualcuno aveva preso la palla la balzo e, nell’arco di una manciata di anni, Ip Man è diventato a dir poco inflazionato, fra film (3 titoli fra il 2008 e il 2010) e serie tv che direttamente o indirettamente parlano di lui.

L’idea che la storia di questo grande maestro di kung fu (interpretato dal sempre verde Tony Leung chiu-wai, alla settima collaborazione con l’autore di Hong Kong Express) venisse raccontata però attraverso l’emozionante stile visivo di WKW continuava imperterrita a tornarmi in mente. E, dal momento che la speranza è l’ultima a morire, ecco quindi che è arrivato il momento di assaporare il primo vero trailer:

 

Uscita prevista: 18 dicembre. In Italia, il prossimo anno. Forse.

[image from chinesefilms.cn]

 

Tarantino western

Ecco il primissimo trailer dell’ultimo film del buon Quentin: Django Unchained.


Un western che si mischia con la blaxploitation e che fa chiaramente il verso al cinema italiano (le ultime inquadrature lo svelano apertamente, con la comparsata del “nostro” Franco Nero).

Cast di tutto rispetto: Leonardo Di Caprio (che forse con Tarantino si smolla un po’ e rinuncia alla tipica espressione da bambino incacchiato, marchio di fabbrica degli ultimi lavori con Scorsese), Jamie Foxx, Christophe Waltz , Samuel L. Jackson… e una vagonata di comparsate eccellenti (as usual).

Uscita italiana: gennaio 2013

su_Cosmopolis (2012)

Ora ho capito. E’ tutta colpa di Howard Shore. Non è (soltanto) il genio di David Cronenberg, non sono le storie post-moderne e filosoficamente complicate, tanto meno le ottime interpretazioni dei singoli attori. Ciò che mi colpisce così tanto a livello emotivo quando guardo i film del regista canadese è la musica.

L’accoppiata Cronenberg-Shore inizia con la notte dei tempi, o per meglio dire con uno dei primissimi social-horror dei nostri, Brood la covata malefica (1979).
Prosegue poi con Videodrome, La Mosca, Il Pasto Nudo, Crash, eXistenZ e via discorrendo… tutti (o quasi) i film di Cronenberg portano l’inconfondibile veste sonora di Shore. E Cosmopolis, uscito recentemente nelle sale italiane, non fa eccezione.

Parlare di Cosmopolis non è facile. Si può sicuramente dire che è Cronenberg allo stato puro. Lo si nota da certe scelte stilistiche, dall’uso di ottiche grandangolari e di prospettive inusuali durante i numerosissimi dialoghi, da una certa atmosfera disturbante e pre-apocalittica che pervade l’intera narrazione.

Però l’eccessiva impronta letteraria (il film è tratto dall’omonimo romanzo di Don De Lillo) si fa sentire e, secondo me, appesantisce la visione. I continui e stranianti scambi di battute (su tematiche che variano dall’alta finanza al sesso, dal cibo al matrimonio) si susseguono senza soluzione di continuità e questo rende il tutto meno digeribile.

Meno digeribile ma non meno affascinante. Il cinema ipnotico di Cronenberg ti attira verso un mondo fatto di limousine, di città distrutte dalla crisi economica, di storie monotone che si ripetono all’infinito, di desideri estremi. Dimentichiamoci della trilogia con Viggo Mortensen.

Qui siamo tornati all’epoca di Crash e di eXistenZ… sentimenti e sensazioni forti, corpo e mente uniti in un unico sconvolgimento. Se li avete amati o perlomeno apprezzati, questo Cosmopolis vi resterà in testa per un bel po’.

Take Shelter

Riprendo volentieri la segnalazione del blogger WhiteRussian riguardo questo piccolo film decisamente interessante (uscito negli Usa a settembre 2011, mentre qui in Italia si attende ancora una data ufficiale).

Non ho avuto ancora modo di vederlo ma, a leggere le non poche recensioni online, sembra di trovarsi di fronte ad un’opera riuscita… perlomeno nell’intento di colpire la mente dello spettatore. La storia di TAKE SHELTER, dal sapore apocalittico, è presto detta: un operaio che conduce una vita come tante (moglie, figlia, casa e lavoro) inizia ad avere delle visioni, degli incubi ad occhi aperti, su una fantomatica tempesta che si dovrebbe abbattere presto su di loro. Per questo, pur senza contare sull’aiuto di nessuno, inizia a lavorare nel costruire un rifugio per sé stesso e per la propria famiglia. Avrà ragione o solo bisogno di un buon dottore?

Regia: Jeff Nichols
Cast: Michael ShannonJessica ChastainShea WhighamKathy Baker 

Anata e

Nuovo film diretto da Furuhata Yasuo e interpretato da Takakura Ken, ormai un’accoppiata storica della cinematografia giapponese. E’ sempre bello poter rivedere sullo schermo il buon vecchio Takakura (tornato negli ultimi anni alla ribalta con “Mille miglia lontano” di Zhang Yimou). Era dal 2001 che non lavoravano più insieme, dall’epoca di Hotaru.

Anata e ,questo il titolo del film, racconta del viaggio di Eiji (interpretato da Takakura Ken) verso Nagasaki, per esaudire il desiderio della moglie defunta: spargere le proprie ceneri nel mare del suo paese natìo.

Nel cast: Tanaka Yuko, Sato Koichi, Asano Tadanobu e Kitano Takeshi.

[info & poster: FarEastFilms.com]